Una gita in barca è bella solo a metà, se non viene opportunamente accompagnata da libagioni, in quantità che vanno dal medio all’abbondante.

Vuoi per mancanza di vento, che lascia del tempo libero, vuoi per vento in abbondanza, che brucia le energie: insomma ogni scusa è buona per trasformare un veliero in un bacaro galleggiante, per magnare e bere e perché no, cantare!

A bordo di Gargantua la cucina è attrezzata di tutto punto. E ciò che non si può fare in forno o nella cucina si può arrostire nella   griglia a gas da mettere in banchina: mai paura!
La cambusa è fornita di ingredienti per la preparazione dei piatti della tradizione veneta e veneziana, con un occhio di riguardo a ciò che offrono il nostro Adriatico e la nostra Laguna.

Molluschi

Per ciò che riguarda i molluschi utilizziamo i folpeti, piccoli polpi che vengono lessati con le interiora e serviti con trito di aglio e prezzemolo, piatto tipico dei chioschi che li vendono fumanti nelle piazze di Padova.
I bovoéti (lumache di mare) invece possono essere fatti allo stesso modo in bianco, lessati e conditi con aglio e prezzemolo tritati, oppure cotti in umido col sugo di pomodoro, previa bollitura.
I péoci sono allevati in laguna o nei campi boa costieri disseminati lungo l’Adriatico, dal Gargano a punta Salvore.
Nella tradizione locale sono preparate in cassopipa, cioè alla cioxòta: in bianco con pepe abbondante, oppure nelle varianti della cucina bretone, coi formaggi o con le erbe (in foto).
Sono utilizzati come antipasto o spuntino (alla scotadeo) oppure per condire una spaghettata o un risotto, accompagnati da altri frutti di mare.

Crostacei

Un piatto da intenditore: gransipori o granseole, bollite e condite con olio, limone, aglio e prezzemolo.

Pesci

I pesci utilizzati principalmente sono quelli di alto mare (pesce azzurro): sarde, alici, sgombri, ma soprattutto il baccalà, che in Veneto contrariamente all’italia, si intende il merluzzo essicato ma non salato.
Le sarde e le alici.
Sarde in saor:  mediante un lungo procedimento che vede friggere la cipolla con aceto e successivamente le sarde sullo stesso olio, per poi stendere i pesci tra strati di cipolla precedentemente fritta. Si possono aggiungere i chiodi di garofano e i pinoli.
Questa ricetta è nata nelle navi venete per poter conservare il pesce. Il massimo del gusto si ottiene lasciando riposare qualche giorno il preparato al fresco (ideale una settimana).
Bigoi in tocio: mediante lunga cottura del pesce con la cipolla si ottiene una salsa con cui condire i bigoli lessati.
Gli sgombri sono stesi sopra un letto di cipolla cruda e coperti da fette di pomodoro, condito con olio sale pepe  origano e timo. Vanno mangiati dopo qualche ora.
Baccalà.
Assaporiamo questa prelibatezza nelle due versioni della cucina Veneta: alla vicentina o mantecato, adagiato su polenta fumante o su crostini. Personalmente ritengo questo piatto uno dei migliori in assoluto nel panorama culinario mondiale, considerata anche la sua semplicità.
La preparazione del baccalà è particolarmente impegnativa e richiede almeno tre giorni di tempo dall’acquisto, per cui in uso domestico di solito si acquista il baccalà  già pronto.

Tutte le pietanze di mare vengono condite con la salicornia, pianta succosa che vive nelle barene; può essere conservata seccata e polverizzata, oppure dopo bollitura in acqua e aceto consumata fresca o messa in salamoia. Il sapore di mare e di sale che dona quest’erba ai piatti di pesce è il miglior condimento che si possa immaginare. Durante la cottura all’occorrenza si usa al posto del sale.

I tramezzini: una specialità veneziana 

La nascita del tramezzino è contesa tra la Venezia insulare, la terraferma di Mestre e alcune zone del Piemonte. Poco importa, perché la tradizione ci ha insegnato a preparare dei tramezzini talmente pieni e gustosi che vi appassionerete a questo stuzzichino (tramezzo = tra la colazione e il pranzo),  che può diventare da queste parti un pasto completo.

Gli ortaggi e i legumi

Se non sei ancora convinto che il carciofo (cynara scolymus) sia un meraviglioso prodotto della terra, una prelibatezza da gustare quando possibile per il suo gusto e proprietà nutrizionali, allora devi  assaggiare il violetto di sant’Erasmo (coltivato anche a Mazzorbo e Lio piccolo) e ti innamorerai per sempre di questo achenio (tipo di frutto come appunto il carciofo). Nell’isola di Sant’erasmo ogni seconda domenica di maggio c’è una famosa sagra a tema, in cui sono proposte le specialità a base di carciofo, tra cui le castraure, che sono i primi germogli della pianta.
L’asparago (sparaxo in veneto) di giare  è il più famoso rappresentante di questo turione che viene coltivato nella fascia costiera della laguna (comuni di Mira, Campolongo M. e Campagna lupia), nel cordone litoraneo del Cavallino, a Lio piccolo e nelle isole-orto di Sant’Erasmo e Mazzorbo.
Il clima mite ma soprattutto il terreno della zona leggero, sabbioso, limoso e profondo, è ideale per la crescita di turioni particolarmente regolari nella forma e privi di ogni difetto.
In cucina può essere lessato, cotto al vapore; si può consumare crudo in insalata, saltato al burro o usato per preparare risotti, creme, zuppe o sformati.
I bixi (piselli) sono l’ingrediente per preparare i rixi e bixi, ricetta della Serenissima di origine bizantina: questo primo piatto, a metà tra minestra e risotto, è uno dei piatti più amati della cucina veneziana e vicentina, d’obbligo durante la festa del Redentore e di uso quotidiano; si utilizzano piselli freschi e riso vialone nano del veronese o dei Berici.
Frutti particolarmente gustosi raccolti nelle isole della laguna e lungo i suoi bordi sono i fichi e le more.


L’olio extravergine di oliva che utilizziamo è di altissima qualità: proviene dal Carso Istriano e dei colli Berici.

L’impegno per l’ambiente

Per la pulizia degli ambienti utilizziamo per la maggior parte aceto alimentare, acido citrico e alcool etilico;  i detersivi per lavare le stoviglie sono ad alta degradabilità e poveri di fosfati.
A bordo non troverai alcun articolo usa e getta: sono totalmente banditi. La quantità di rifiuti prodotti è ridotta all’osso; non vedrai le scene grottesche che si vedono spesso nei porti:  il marinaio che scende a terra con un sacco condominiale carico di schifezze dopo una gita di qualche ora, in cui si producono una quantità di immondizie che nel Burkina Faso una famiglia ci mette un anno.
Facendo la raccolta differenziata spinta è possibile ridurre al minimo il rifiuto organico, cioè quello che va smaltito velocemente, potendo stivare carta vetro e metalli in un gavone senza problemi igienici.

(leggi l’articolo sulla gestione dei rifiuti a bordo)

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