Le nostre gite in Laguna sud terminano di solito a Chioggia (Ciôxa, in veneto-chioggiotto).

Città di oltre 52000 abitanti, settimo comune veneto per popolazione, Chioggia è una realtà unica per molte caratteristiche che la contraddistinguono. 

PanoramicaChioggia01
Veduta aerea di Chioggia verso Sud. In primo piano il bacino e la piazza di Vigo e la darsena delle Saline.

città vecchia sorge su una serie di isole separate da canali, alcune delle quali artificiali.
Guardando la foto aerea si individuano, partendo da sinistra: l’isola e il ponte dell’Unione, i quali racchiudono la laguna del Lusenzo, l’isola Cantieri ove sorge il mercato ittico; le isole del centro storico: San Domenico e Tombola. Per finire l’isola Saloni con le banchine del porto commerciale e del porto turistico.
I canali San Domenico e Lombardo sono utilizzati per l’attracco di centinaia di pescherecci che ormeggiano a file di tre, e dai numerosi cantieri che vi si affacciano. Il canal Vena, centrale e caratteristico, taglia in due il centro storico e scorre a fianco del Corso del Popolo e della pescheria.
Arrivando via terra dalla statale Romea, il primo abitato che si incontra, visibile sulla foto alle spalle di Chioggia, è borgo San Giovanni, la zona più recente della città, posto tra Chioggia centro e Brondolo.

In epoca romana Chioggia faceva parte della X regio, ed era importante per le sue saline.
La produzione del Sal Clugiae occupava quasi tutta la popolazione ed era fonte di grande ricchezza in quanto bene molto richiesto che fungeva da moneta di scambio con gli altri territori.
Con il declino dell’impero romano, nel 400 iniziarono a calare in Italia i barbari: visigoti, alani, e per finire gli unni guidati da Attila, che rasero al suolo le città dell’entroterra Veneto (452 dC).
Le popolazioni in fuga si rifugiarono come sappiamo tra le isole della Laguna.
In questa zona, tra Brondolo e Malamocco giunsero molte famiglie da Padova, Este e Monselice.
Si formò così il primo stato veneziano, composto dalle città di Grado, Bibione, Caorle, Eraclea, Torcello, Murano, Rialto, Malamocco, Poveglia, Clodia Maior e Clodia Minor (Sottomarina).
Il fatto di essere al confine dello stato costò ripetute distruzioni alla città in quanto gli invasori, i franchi prima (Pipino, 809) e gli ungari meno di un secolo più tardi, attaccarono la repubblica, che riuscì a sopravvivere difendendo solo i territori e le isole più vicine a Venezia. Ne fecero le spese Chioggia e Malamocco, la prima in balia degli invasori e la seconda abbandonata alla furia del mare, che la sommerse.
Dopo il mille Chioggia conosce un periodo di prosperità; diventa sede vescovile (fino al 1110 faceva parte della diocesi di Malamocco) e vi si insedia il podestà, come nelle più importanti città della Repubblica.
Nel 1379 la città viene conquistata dai Genovesi (guerra di Chioggia). Verrà liberata dai veneziani un anno più tardi e d’ora in avanti seguirà il destino di Venezia, acqua alta compresa, fino alla caduta ad opera dei Francesi e sotto il dominio austriaco, cui si ribellò il 18 marzo del 1848. Il 23 dello stesso mese gli occupanti abbandonarono la città (Chioggia è Medaglia d’oro alle città benemerite del risorgimento).

Pentacolus

Molte sono le leggende, le tradizioni e i racconti che si tramandano dalla notte dei tempi, tutte legati all’elemento acqua, che regola e alimenta la vita delle popolazioni della Laguna. 
Le barche chioggiotte, soprattutto quelle tradizionali, tipo topo e bragozzo erano decorate con fregi propiziatori, alcuni dei quali sono ancora presenti nelle barche di oggi. Il vellus, scultura d’animale,  generalmente un ariete, posto all’estremità della ruota di prora: un simbolo sacrificale. Il Pentacolus, stella a cinque punte con i raggi convergenti al centro: ritenuto il più potente talismano protettivo che la magia abbia potuto escogitare. L’Oculus, infine, elemento decorativo dipinto ai due lati del tagliamare.

Altra unicità di Chioggia è il fatto che il 20 % della popolazione ha due cognomi che sono Boscolo e Tiozzo. Per questi e altri cognomi molto diffusi (Ballarin, Nordio e pochi altri che compongono la quasi totalità dei cognomi della città), oltre al nome e cognome si usa anche un soprannome, il detto (Es. Antonio Boscolo Cegion).

INFORMAZIONI NAUTICHE

LeSaline
Lo Sporting club alle Saline

Arrivando dal mare si entra nella Bocca di porto seguendo le segnalazioni laterali (rosso e verde) del canale con profondità minime di 8 metri; attualmente sono in corso gli ultimi lavori del Mo.S.E ma le opere strutturali e la disposizione dei manufatti è già definitiva. Le aree interessate sono segnalate da miragli gialli contrassegnati da una X e luce gialla lampeggiante di notte.
Il canale che collega mare e Laguna è uno degli ingressi più sicuri di tutto l’Adriatico. Unico inconveniente per le barche a vela sono le forti correnti che si riscontrano, anche superiori ai 4 nodi. È raccomandato consultare le tabelle delle maree e programmare il transito nel canale con la corrente  favorevole.
All’ingresso del bacino si possono prendere tre direzioni:
verso E costeggiando l’isola di San Felice per dirigere ai porti di Sottomarina e alla laguna del Lusenzo;
verso Sud è la via centrale che conduce al centro di Chioggia, al bacino di Vigo
verso W il canale conduce al porto commerciale e alla darsena turistica le Saline, continuando ci si addentra nella Laguna Sud e il canale si dirama ulteriormente in direzione di Brondolo, del canal Novissimo e di fondo dei Sette Morti.

Arrivando via laguna  da Venezia si percorrono il canale delle Scoasse o quello di Santo Spirito, fino a Malamocco. Successivamente costeggiando i cordoni litoranei del Lido e Pellestrina lungo gli abitati di  Alberoni, Portosecco, San Piero in volta, Pellestrina, Ca’ Roman.

A Chioggia l’ospitalità per i marinai e le loro barche è sacra. Si può ormeggiare tra i pescherecci ormeggiati in città, con l’accortezza di lasciare un biglietto ben visibile con un recapito cellulare nel caso a bordo non rimanga nessuno. Oppure in uno dei grandi porti turistici: Lo Sporting club a Chioggia oppure a Sottomarina: porto San Felice, darsena Mosella e darsena Montecarlo.

LA FLOTTA PESCHERECCIA E SOTTOMARINA

La tradizione peschereccia di Chioggia è una delle più antiche. L’attività si svolge in tre direzioni: Laguna, mare e vallicoltura. La produzione totale mette al terzo posto italiano Chioggia, dietro a Mazara e San Benedetto. Il mercato all’ingrosso commercia, attraverso le due aste giornaliere, sia pescato locale che proveniente dal resto d’Italia e del mondo, offrendo una varietà pressoché totale per soddisfare le richieste della ristorazione e della distribuzione del nord Italia.
La spiaggia di Sottomarina è una delle spiagge più estese d’Italia, soprattutto per la sua profondità, di circa cinquecento metri.

Veduta di Sottomarina, verso Nord
Veduta di Sottomarina, verso Nord

SITI WEB CONSIGLIATI

www.tuttochioggia.it

www.chioggia.org

http://www.chioggiapesca.it/

www.venessia.com/chioggia.htm

http://www.nauticareport.it/dettnews.php?idx=18&pg=7509

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