La crociera a bordo di una barca da diporto.
Consigli utili sulla vita di bordo e per la preparazione del proprio bagaglio.

Per crociera a bordo di una piccola barca voglio intendere un’uscita a bordo di un mezzo che implica una condivisione di spazi e risorse, oltre ad una inevitabile promiscuità tra persone spesso appena conosciute.
Il tempo non è un fattore determinante: la crociera può durare un’ora un giorno o un mese, ma le regole da seguire e le sensazioni scambiate sono le stesse.
L’esperienza di vita con altre persone a bordo di una barca sarà una bella e spesso indimenticabile esperienza, a patto di accettare e seguire le regole della vita di bordo, che non può prescindere da ordine, pulizia e, non ultima, l’umiltà.
Ognuno deve contribuire al buon esito della crociera, seguendo le proprie attitudini e capacità, in accordo con gli altri componenti e coordinati dal comandante.
Ogni persona dovrebbe trovare e ritagliarsi un proprio spazio a bordo.
Per spazio intendo sia un proprio materiale ed esclusivo rifugio, necessario a riposare e riporre i propri oggetti, che uno spazio di attività a bordo, per sentirsi utile e godere appieno la vita marinara, perché solo una crociera “attiva” sarà davvero appagante e meritevole di essere ricordata, per gli scambi interpersonali e l’esperienza istruttiva che la navigazione e la vita in barca a vela può offrire.

Programmi

Una barca da diporto non è un traghetto, per cui bisognerà adattarsi ed accettare eventuali cambi di programma o ritardi dovuti alle condizioni ambientali, che da sempre regolano la vita del marinaio.
Il rispetto degli orari da parte dell’equipaggio è un segno di rispetto verso i propri compagni, perché poche cose durante il viaggio sono spiacevoli come l’aspettare una persona sul molo per poter salpare.

Uso dell’acqua, dell’elettricità e gestione dei rifiuti di bordo

L’acqua è un bene prezioso e a bordo di una barca ci si rende conto di quanto lo sia; il suo utilizzo deve essere limitato al necessario, non lasciandola correre a vuoto e aprendo il rubinetto per la quantità indispensabile e nulla in più.
Lo stesso dicasi per l’energia elettrica; quando la barca lascia il molo e stacca il cavo che la collega alla rete, la propria riserva energetica dipende dagli accumulatori di bordo, caricati da motori a gasolio e da dispositivi che sfruttano il sole o il vento per convertire queste energie in elettroni da depositare nelle batterie.  Bisogna avere sempre ben chiaro la quantità di energia disponibile per evitare di rimanere al buio, agendo nel caso  per limitare l’uso dei dispositivi elettrici più energivori o non indispensabili.
Le riserve di bordo (carburanti, acqua dolce, energia elettrica) sono aspetti  da gestire con cura, specie nelle navigazioni che durano più giorni.

Un altro argomento da gestire sarà la gestione dei rifiuti.
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) regola con apposita convenzione (MARPOL 73/78) il trattamento dei rifiuti solidi (per i liquidi ci sono altre tabelle) di una nave; in particolare regola il loro sversamento in navigazione, in base a tipologia e distanza dalla costa. 

La plastica, uno dei più gravi problemi dei mari della nostra epoca, non deve mai essere gettata fuoribordo. Va evitato anche l’uso dei materiali usa e getta come piatti e bicchieri di plastica che si vedono spessissimo nei pozzetti di allegri equipaggi , che per quanto attenti non potranno evitare di vederne volare in mare qualcuno al primo colpo di vento. Per ciò che mi riguarda a bordo delle barche che conduco, piatti e bicchieri di plastica sono vietati senza deroghe.

Altri imballaggi quali legnami, ferro, carta e vetro possono essere gettati fuoribordo negli oceani (seguendo le regole della Convenzione), ma è vietato farlo nel Mediterraneo e in altri bacini considerati sensibili.
Come in tutti i mari, anche nel nostro Mediterraneo si può smaltire fuoribordo il rifiuto organico, ad una certa distanza dalla costa, facendo sempre attenzione che non contenga materiali inquinanti, come le etichette di plastica che spesso appiccicano alla frutta.

Riassumendo, a bordo di una barca separo attentamente:
  • i rifiuti non riciclabili
  • gli imballaggi in un solo contenitore, per vetro plastica e metalli;
  • la Carta;
  • l’Organico, il cui bugliolo sarà rovesciato in mare ad adeguata distanza (i residui di pesce invece anche in porto).
In questo modo anche dopo giorni di navigazione si arriverà in porto con tre borse di rifiuti solidi già suddivisi e non puzzolenti.
La quantità è ridotta anche evitando l’uso dell’usa e getta che aumenta esponenzialmente la quantità di rifiuti prodotti.

Il Bagaglio

NON ESAGERARE se non nelle cose che possono rendere sicura e agevole la crociera.
Troppo fardello può ingombrare e restare “nei piedi”: meglio stare un attimino scomodi se manca qualcosa di cui facevamo a meno e godersi la natura e lo stile di vita avventuroso che propone una vacanza sul mare.
Insomma, non va imbarcato ciò che potrebbe servire, ma solo ciò che è sicuramente indispensabile.

Cosa non dovrebbe mancare nella sacca;

  • Una maglia pesante (anche in bella stagione), Cerata, berretto, foulard,
  • Un paio di Stivali e uno di Scarpe da barca (o con suola neutra in gomma bianca),
  • Sacco a pelo
  • Coltello da marinaio,
  • Medicine personali, 
  • Torcia elettrica (opzionale), 
  • Calze, sciarpa, calzamaglia (Inverno).

 Il tutto in un’unica, sacca morbida da marinaio

Documenti Documento di identità (valido per l’espatrio, nel caso di crociera in porti esteri), Assicurazione personale contro infortuni a terra e sanitaria. Contratto di noleggio o voucher di imbarco. 

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