Il clima lagunare è di tipo continentale e seppur viene inclusa, con il nome di clima adriatico, tutta la fascia costiera che va da Trieste a San Benedetto del Tronto, possiamo assimilare il comportamento climatico della zona a quello della Pianura Padana (temperato, fresco continentale).

Va tuttavia segnalato, anche se modesto, l’effetto tampone del bacino Adriatico, che attenua gli sbalzi termici rispetto all’entroterra, soprattutto in autunno quando ancora il mare contiene il calore accumulato durante l’estate.
I golfi di Venezia e Trieste, come pure le lagune della zona (Venezia, Caorle e Marano) hanno poca influenza sul clima costiero, probabilmente proprio a causa della scarsa capacità termica dell’Adriatico, che è poco profondo, specie sul lato occidentale.

La temperatura dell’aria media annua in laguna è di circa 15°, con minimi di qualche grado sotto lo zero e temperature massime di oltre 30°. La media in gennaio è circa 3° C e in luglio 25°. Le escursioni termiche sono notevoli, caratteristica questa dei climi continentali, specie in inverno e alla fine dell’estate.
La scarsa capacità termica del volume acqueo della laguna fa sì che la temperatura dell’acqua segue molto da vicina quella dell’aria, restando superiore di circa 3° C, mentre l’escursione termica annuale delle acque lagunari è di circa 18°, discostandosi dai valori del mare aperto, il cui volano termico risente poco o nulla delle variazioni giornaliere[1].

Temperatura superficiale dell’acqua, nord Adriatico.

 Immagine acquisita il 5 luglio 1999, ore 9

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Immagine acquisita il 15 febbraio 2001, ore 9 

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Foto satellitari ad infrarossi.
Si può osservare che le temperature della laguna si avvicinano più ai valori della terra che del mare.

L’umidità in Laguna è in media elevata, a causa della presenza dell’acqua e della scarsa ventilazione. Fenomeno correlato che interessa la navigazione è la formazione di nebbia.856140_nebbia847781271042_278306278_o La condensazione di acqua nell’atmosfera avviene quando l’aria è satura (100% di umidità relativa), quando cioè non riesce più a mantenere l’umidità sotto forma di vapore. Questo può avvenire per abbassamento della temperatura nella massa d’aria satura o per aumento dell’umidità a temperatura costante. La diminuzione di visibilità che deriva dal fenomeno prende il nome di foschia, nel caso sia visibile e perfettamente distinguibile un bersaglio posto ad una distanza non inferiore ad 1 km[2] . Se la visibilità è inferiore, il fenomeno prende il nome di nebbia.
La navigazione in laguna è quasi impossibile in caso di fitte nebbie, specie la notte, quando nemmeno i più sofisticati radar e sistemi cartografici debbono farci sentire in grado di navigare sicurezza lungo i canali delimitati dalle briccole avvolte dalla bruma. In alcuni casi viene completamente bloccato, dall’autorità marittima e dal buon senso, tutto il traffico marittimo in transito, in ingresso, ed in uscita dalla Laguna.
Ci sono di media 10 giorni di foschia e 35 di nebbia per anno, ma nei periodi  freddi invernali essi possono arrivare a 5 – 15 giorni al mese.

venti caratteristici sono gli stessi riscontrabili nel Nord Adriatico, con la differenza che, all’interno della laguna, il moto ondoso generato ha caratteristiche diverse rispetto al mare, a causa delle basse profondità, del limitato fetch, e dei cordoni litorali che racchiudono e proteggono la Laguna.
Tuttavia le onde formatesi in laguna possono essere altrettanto pericolose, soprattutto per piccole imbarcazioni. A causa delle limitate profondità infatti, le onde diventano molto ripide, si rompono, creando movimenti d’acqua orizzontali.

La bora è un vento secco e freddo, soffia a raffiche e la sua direzione va da NNE ad E, a seconda della zona e della situazione che l’ha generato, e raggiunge, in inverno, velocità superiori ai 50 nodi per la durata di alcuni giorni. Può essere in questo caso molto pericolosa per le piccole imbarcazioni che non trovino un adeguato ridosso.
Essa è generata da due differenti situazioni che possono venirsi a creare. La bora chiara porta cielo sereno ed un forte abbassamento della temperatura (oltre 10°C): essa è detta anticiclonica ed è dovuta alla presenza di un’ alta pressione nell’Europa centrale degradante verso l’Adriatico. In questo caso si ha uno scivolamento di una massa continentale fredda verso il mare più caldo. La bora scura è invece generata da una depressione situata nell’Adriatico o nell’Italia meridionale o ancora nel Mediterraneo occidentale, e dalla contemporanea presenza di alta pressione nell’Europa centrale o nelle Alpi. La bora scura porta cielo coperto, precipitazioni, e soffia fino al sud Italia.
Questo vento provoca moto ondoso sempre maggiore man mano che ci si addentra in laguna, e può essere pericoloso nei canali interni, specie per imbarcazioni a vela, house boats e barche a remi, mentre navigando lungo i canali che costeggiano i cordoni litoranei si è assolutamente a ridosso.

La navigazione nelle bocche di porto di Lido e Chioggia non presenta grosse difficoltà, a meno di venti di bora eccezionali, mentre può essere impegnativo il transito nel canale di Malamocco.
I venti del I° quadrante sono dominanti per 7-8 mesi l’anno, da ottobre a tarda primavera.

Lo scirocco è un vento umido, che solleva mare grosso e lungo nel Nord Adriatico ed influenza il livello delle maree in Laguna, impedendo il normale deflusso delle acque dalle bocche di porto e dai fiumi Brenta e Sile.
Esso, che non presenta particolari difficoltà per la navigazione in Laguna, non va confuso con la brezza di mare, che soffia da SE nei pomeriggi estivi.

Le brezze estive sono sfruttabili anche per la navigazione in laguna. La brezza diurna, che ruota in senso antiorario all’interno del II° quadrante, nasce solitamente nel primo pomeriggio e raggiunge la massima forza (10 – 12 nodi) verso le 18.

I fenomeni pericolosi per la navigazione in Laguna derivano, oltre che dalla bora, da improvvisi groppi di vento provenienti dai settori III° e IV° della rosa dei venti, cioè da terra.
Questi groppi, generalmente di breve durata, sono caratterizzati da: brusco abbassamento della temperatura, fenomeni temporaleschi con pioggia o grandine, scarsissima visibilità.
Soprattutto nelle calde giornate estive, possono formarsi improvvisi fortunali, che agitano la laguna esterna e rendono estremamente impegnativa la navigazione, creando problemi anche all’interno dei porti, poco protetti da questi settori. 

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[1] E’ interessante confrontare questo valore di escursione termica con quello riscontrato nei mari; in particolare l’escursione termica media superficiale degli oceani è di 5°; nel Mediterraneo è di qualche grado in più. Le foto satellitari ad infrarossi che seguono rendono l’idea di tale fenomeno

[2] dati sulla visibilità per foschia si ottengono dal seguente schema, in funzione dell’umidità relativa:
U% da 95 a 75, visibilità compresa tra 1 e 4 km
U% da 75 a 60, visibilità compresa tra 4 e 10 km.

Collegamenti esterni:
Dati in tempo reale sulla situazione meterologica al largo del Lido dalla piattaforma Acqua Alta dell’ISMAR (istituto di scienze marine del CNR):
http://www.ismar.cnr.it/infrastrutture/piattaforma-acqua-alta/meteo

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