L’isola, conosciuta per il suo manicomio, ha origini antiche: i monaci benedettini di santo Stefano di Altino vi si insediarono nel VI secolo.

La chiesa e il convento furono dedicati al martire istriano san Servilio, forse patrono della famiglia che finanziava i monaci (i Galbaio di Trieste). Successivamente le monache benedettine sostituirono i maschi fino al 1715, anno in cui si insediarono i padri ospitaleri di san Giovanni di Dio (oggi Fatebenefratelli), che costruirono la chiesa che vediamo oggi e diedero inizio alla funzione ospedaliera dell’isola per la cura delle malattie mentali.

L’isola oggi è di proprietà della Provincia di venezia (Servizi metropolitani), che l’ha restaurata a fondo con notevole impegno di risorse, restituendo alla collettività il valore del suo patrimonio artistico, culturale e botanico.  
Le attività che si svolgono nel complesso monumentale dell’isola sono mirate al dialogo internazionale, con vocazione di studio e soggiorno.
A san Servolo hanno sede i seguenti enti: 

  • Venice international university
  • Accademia delle Belle Arti di Venezia – sezione staccata
  • Collegio Internazionale dell’Università Ca’ Foscari di Venezia
  • Fondazione Franco e Franca Basaglia

San Servolo è accessibile a tutti; ci si arriva con la linea 20 in partenza da san Zaccaria ogni 20’.
Con la barca privata non è consigliato andarci perché ci sono ormeggi destinati solo alle barche passeggeri e merci.

Tappa delle nostre crociere in barca a vela tra i canali della Laguna, permette ai nostri ospiti che vogliono visitare l’isola lo sbarco al pontile ACTV per poi essere imbarcati  dopo circa un’ora.

Il Parco (38000 mq) è uno dei più grandi di Venezia; al suo interno si trovano alberi di notevole interesse, alcuni dei quali secolari: la palma delle canarie, che ci accoglie al nostro arrivo sull’isola, agavi americane, bagolari spacca sassi, tigli, platani, ulivi e pini d’aleppo.

L’isola è utilizzata per eventi culturali e feste private: oltre al servizio di ristorante e bar, è possibile affittare l’area est, che offre un’enorme barbecue e tavolini al coperto per molte persone.

Il museo del manicomio di san Servolola follia reclusa” è stato inaugurato nel 2006. Testimonia, tramite reperti, la storia dell’ospedale psichiatrico dai primi del ‘700 fino al 1978, con lo scopo di evidenziare la dimensione emarginante e degradante dell’istituzione manicomiale.

I frati speziali di san Giovanni erano tenuti in gran considerazione dal Magistrato della Sanità, e rifornivano di medicine tutte le province venete fino a Zara. I frati coltivavano le erbe medicinali che poi lavoravano all’interno della farmacia, in collaborazione con l’università di Padova.
L’antica farmacia di san Servolo è visitabile all’interno del museo del manicomio.

Il Museo è aperto con il seguente orario:
da lunedì a venerdì due visite al giorno: la prima con partenza alle ore 9.00 e la seconda con partenza alle ore 14.00.
Sabato e domenica solo tramite visita guidata con prenotazione obbligatoria:  sanservolo@coopculture.it o chiamando il +39 041 8627167 dalle  9.00 alle 16.00.
Punto d’incontro e biglietti presso la reception.

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