L’ancoraggio a ovest dell’isola di Poveglia è la sosta ideale durante le nostre escursioni a vela in laguna Veneta.

Il largo canale omonimo che costeggia l’isola è uno dei migliori bacini di tutta la laguna per la sosta pranzo o per un tuffo, soprattutto per imbarcazioni di grosse dimensioni e pescaggio importante.
Il luogo, molto frequentato dai diportisti veneti, offre un ridosso tranquillo e sicuro a molte barche, al riparo dal moto ondoso e con limitate correnti di marea, e da la possibilità di godere una sosta di qualche ora o più giorni. Nel caso è possibile raggiungere il vicino abitato di Malamocco per i necessari approvvigionamenti.

all’ancora a Poveglia

Ma veniamo alla protagonista: l’isola di Poveglia (“Povegia” in vèneto)!
Chiamata in principio Popilia, i suoi abitanti si chiamano Povegliotti.
Questo bellissimo lembo di terra ha storia ed origini antiche; è divisa in due parti da un canale attraversato da un ponticello.

VENEZIA 10/10/06 FOTO AEREA ISOLA DI POVEGLIA © GRAZIANO ARICI


La sua storia nasce con Venezia; il primo documento che riguarda l’isola è datato 421 d.C., anno ufficiale della nascita della Serenissima.
In realtà quest’epoca coincide con i primi insediamenti di vènéti che scappano dalla terraferma a causa delle invasioni longobarde. Sulla laguna centromeridionale si riversarono padovani, estensi e monselicensi che colonizzarono Venezia (all’epoca un insieme di isolotti) e le isole di Lido, Pellestrina e Chioggia.
Poveglia ebbe un ruolo importante all’interno della repubblica, godendo di privilegi ed autonomie, quali l’esenzione dal servizio militare, dal pagamento delle tasse e dal remare a bordo delle galee. A capo dell’isola c’era un podestà che aveva competenza anche su Malamocco e Pellestrina.

La sua sorte fu decisa durante la guerra di Chioggia, in cui fu devastata dai genovesi nel 1379, anno in cui i povegliotti furono evaquati alla Giudecca e l’isola divenne disabitata fino al 1782, in cui fu adibita a stazione sanitaria per le navi in transito.
Durante la loro permanenza a Venezia i povegliotti mantennero sempre la loro identità e continuarono ad essere trattati con riguardi particolari dal governo, vista la loro specializzazione nella pesca e nel commercio ittico, attività organizzata nella corporazione dei “Compravendi pesci” che al pari di Arsenalotti e Nicolotti avevano diritto ad un loro rappresentante a bordo del Bucintoro accanto al Doge durante la festa della Sensa.
L’abbandono definitivo e il degrado dell’isola avvenne nel 1968, anno in cui è stata ceduta al demanio dello stato italiano, che oltre non aver fatto nulla ha pure vietato l’accesso all’isola e rifiutato offerte monetarie da privati e associazioni per il recupero dell’isola. Ciò che non ha potuto demolire una guerra tra repubbliche lo ha completato lo stato italiano.
La testimonianza è sotto gli occhi di tutti e on line si trovano decine di testimonianze sullo stato dell’isola e sulle sue sue ultime vicende.

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