Ho girato per Venezia, il giorno della Regata storica.
E’ stata la prima volta che mi sono interessato a quest’evento.

Forse perché sto diventando un po’ veneziano, e vivendo più o meno stabilmente qui da un qualche anno mi sto naturalmente affezionando agli appuntamenti più sentiti dalla città.

Al Redentore ci vengo da sempre, fin da bambino, all’inizio nel gommone rosso lungo 4 metri di mio papà, poi con il comet 800, l’860 e il mitico 1050 Paguro. E l’elenco continua con Nata Libera, e ora Gargantua. Ma la festa del Redentore la  conoscono un po’ tutti, in fondo se tratta de magnare e bere.
La Regata è diversa: camminando tra san Marco e Dorsoduro, guardando e attraversando il Canal Grande nella zona dell’Accademia, capisci perché questo evento è così unico,e ti trovi a desiderare  che anche negli altri 364giorni dell’anno possa esserci questo rumore a fare da contorno al Canale: quello dello sciabordio dei remi che si immergono nell’acqua.
OK, niente è perfetto. Poi arrivano i poliziotti nelle loro moto d’acqua: non si capisce proprio a cosa servano, ma quelli ci sono sempre a Venezia, a divertirsi coi soldi pubblici.
Ma questo si è successo solo alla fine di questa giornata memorabile.

MC. 

 www.regatastoricavenezia.it

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