La salicornia è un genere di piante della famiglia chenopodiaceae che comprende circa 30 specie il cui riconoscimento non è facile; la classificazione principale è tra le specie europee (S. europaea) e quelle americane (S. depressa).  

Molto simile ma diffuso per lo più nell’emisfero meridionale è il genere Sarcocornia.

La pianta è  annuale con fusto e foglie carnose e fiori piccoli di colore verde giallo posti all’ascella delle foglie; la fioritura avviene dalla fine di agosto a metà settembre, dopodiché la pianta assume un colore rossastro: il colpo d’occhio è incredibile quando navighi in autunno e osservi queste distese colorate che ricoprono le barene.
Vive in gruppi folti che colonizzano i terreni umidi e ricchi di sale, per cui trovano nelle barene della lagune il loro habitat ideale.

Il nome deriva dalla gran quantità di sali minerali che contiene, in particolare sodio e ferro; è tanto salata che se ridotta in polvere si può usare in cucina al posto del sale marino.

Storicamente la pianta viene utilizzata per la produzione del sapone (in particolare quello di aleppo), previa bruciatura per utilizzare il carbonato di sodio che contiene, e per la fabbricazione del vetro in cui il sodio è un elemento prezioso del processo.

Passiamo ora  alle sue proprietà nutritive e al suo uso alimentare.
Come già detto, la pianta contiene sali minerali, vitamine del gruppo A, B e C, carboidrati e proteine.

La raccolta va effettuata tra la metà di maggio e la fine di agosto; la pianta va tagliata con un coltello, escludendo le parti legnose. Per una migliore conservazione la parte raccolta non va lavata e va riposta in frigo ad una temperatura tra 5 e  7 °C.
A questo punto la pianta può essere consumata fresca, cotta con pietanze di mare, o conservata.

Uno dei modi migliori per conservarla a lungo è sottaceto: si tagliano rametti lunghi circa 5 cm, si fanno bollire qualche minuto e si pongono su un vasetto a chiusura ermetica che sarà riempito di aceto bianco condito con erbe aromatiche e verdure alla modalità dei sottaceti (aglio, cipolle, dragoncello, timo, alloro, pepe in grani).

Altro modo di conservazione è la salicornia sott’olio.
La preparazione è sicuramente la più diffusa e antica; le salicornie vengono tagliate a pezzetti e poste a bollire in acqua e aceto. Una volta raffreddate si dispongono in vasetti di vetro, si aggiungono aromi quali aglio e prezzemolo e si coprono con olio extra vergine d’oliva. Tale preparazione ne consente l’utilizzo e la reperibilità durante l’intero arco dell’anno.

La pianta seccata e ridotta in polvere consente una conservazione ottimale e la possibilità, come detto, di utilizzare il macinato al posto del sale marino, che come sappiamo ha alcune controindicazioni per la salute umana.

Alcune ricette.

La più semplice consiste nel bollirla e condirla con olio extra vergine d’oliva, sale e pepe, da utilizzare come antipasto, eventualmente arricchito con scaglie di grana e succo di limone. Il sapore lievemente amarognolo la rende un ottimo ingrediente per la preparazione di zuppe e salse di accompagnamento a primi e secondi piatti, in particolare a base di pesce e crostacei. Risulta dal gusto sorprendente se utilizzata nelle frittate o dorata in pastella.

Poêlée de Cornes de mer 

– 400 g di salicornia
– 50 g di burro
– 1 spicchio d’aglio
– 1 scalogno
– Pepe macinato fresco

Preparazione
– Risciacquare la salicornia con acqua fredda. Quindi pulirla con cura in un panno pulito.
– Friggere nella padella con il burro tritato, l’aglio e lo scalogno. Dare un giro di macinapepe.


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