I bastioni della Serenissima.

Il forte rappresenta uno dei simboli della potenza navale veneta.
Camminare tra i suoi passaggi nascosti e sopra le sue casematte rievocando la storia di questo luogo è davvero un’esperienza affascinante.

L’originario forte è del 1200 (detto Castelnuovo) aveva una struttura differente dall’attuale, con una concezione di tipo medioevale.
Dopo la guerra di Chioggia del 1500 si sente l’esigenza di una maggior protezione dal mare verso flotte ostili: la fortezza viene rimodernata. Nasce così l’attuale forma, voluta dall’architetto Sanmicheli, specializzato in opere militari: le mura vengono rinforzate per poter sopportare i colpi delle batterie navali e sono installati 40 cannoni su altrettante bocche di fuoco posizionate in modo tale da generare un fuoco incrociato per raggiungere ogni punto della bocca di porto (fortezza a bastioni angolari).

webForte_S.Andrea_postazione_di_batteriaQuesta postazione e quella del forte Vecchio di San Nicolò del Lido erano il presidio del più delicato accesso alla Laguna: una lunga catena era stesa sul fondo del canale trai due fortini: all’occorrenza poteva essere tesa per chiudere il porto verso Venezia.

L’uso della pietra d’Istria ha trovato ampio spazio negli archi e nelle scalinate. Queste erano disposte in modo particolare: proprio come la croce di sant’Andrea (quella del passaggio a livello) esse permettono di essere percorse contemporaneamente da due file di fanti, una in salita e l’altra in discesa.

Le bocche di fuoco delle cannoniere hanno le due aperture diverse, con la parte posteriore molto ampia per weForte_santandreaimagepermettere lo sfogo dei fumi dei cannoni.

Un’ultima nota sulla targa posta nella parte che da sulla laguna, in occasione del completamento dell’opera.
La frase in latino recita: “Perché nulla potesse mancare ad una città tra le più munite per natura, questo Forte i X (Dieci) vollero porre, dogando Alvise I Mocenigo nell’anno della Grande Vittoria Navale (1571, battaglia di Lepanto).

Le artiglierie furono utilizzate una sola volta, in occasione della caduta della Serenissima; possiamo affermare che questa tartana di Napoleone ( Libérateur d’Italie) fu la prima nave da guerra nemica che tentava di entrare in laguna da questa bocca di porto nella storia millenaria della repubblica.

Sant'andreacattura1 Il 20 aprile del 1797, dopo numerosi colpi di avvertimento, il comandante del forte ne ordinò l’affondamento, dopo che le guarnigioni del Lido avevano abbordato la nave e ucciso il su comandante. Fu il pretesto per l’invasione francese e la fine della libertà e della grandiosità di Venezia (12 maggio).


Marino Coltro, dicembre 2016

Per approfondire:

Forte di Sant’Andrea – Wikipedia
it.wikipedia.org/wiki/Caduta_della_Repubblica_di_Venezia
https://youtu.be/-AKrmmptMBk VIDEO
http://www.innvenice.com/Isola-Sant-Andrea.htm
http://www.turismo.provincia.venezia.it/turismoambientale/cd_1/itinerari/certosa/certosa.html

Altre risorse:

Comitato Certosa e Forte Sant’Andrea Venezia

Tipologia: associazione
Indirizzo: S.Polo 1830
CAP: 30100
Città: Venezia (VE)
Tel: 338.5779434
Fax: 041.715819
Referente: Cesare Scarpa

Associazione pacifista ed ambientalista nata nel 1985, si batte per il recupero delle isole abbandonate della laguna di Venezia, e in particolar modo per il recupero dell’isola della Certosa (ex opificio militare, ex poligono di tiro fino al 21/12/1997) e dello storico Forte di Sant’Andrea, costruito dall’architetto palladiano Michele Sanmicheli. E’ riuscita a far ottenere ben 37 miliardi di lire da finanziamenti CEE per il recupero della Certosa e ad eliminare il poligono di tiro, unico in tutta italia situato in piena area urbana. Ha permesso la visitabilità del Forte di S.Andrea dal luglio 1997 al maggio 2002 ad oltre 15400 persone, ripulendolo da rifiuti e vegetazione infestante.

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