La vita è già abbastanza complicata, anche senza che i turisti si blocchino, come amano fare, in tutti i passaggi obbligati: scale, cancelli, porte, piattaforma del vaporetto.

Che Venezia sia una città unica al mondo è vero, ma fino a un certo punto.
Diciamo piuttosto che è una città con molte delle stesse problematiche delle altre. In più qui c’è l’esclusiva della lotta quotidiana di tutto ciò che è immerso in un ambiente ostile, umido e corrosivo:  i tubi, le fondamenta, i cavi, gli scafi. Oltre alla difficoltà di spostarsi e lavorare sull’acqua.
E’ il prezzo da pagare per vivere e lavorare in una città meravigliosa, del resto ci sono molte altre città meravigliose nel pianeta, e città con caratteristiche e peculiarità uniche nel loro genere. Forse la città lagunare è la sola ad essere sia unica che meravigliosa, al di là di campanilismi e gusti personali. Amsterdam: la Venezia del nord, è un luogo comune che non trova riscontro. Amsterdam forse somiglia a Stoccolma. Parigi è meravigliosa, non unica: una capitale europea carica di storia e fascino, come lo sono Roma, Berlino, Firenze, Vienna:  meravigliose forse, non uniche.

Venezia ha i suoi ritmi lenti, i suoi abitanti sempre più vecchi e meno numerosi, i tanti pendolari: studenti, ricercatori, dipendenti pubblici, marinai. 

E i turisti, che rendono onore al luogo e portano ricchezza: alcuni colti altri ignoranti, veri viaggiatori o confusi nelle mandrie sbarcate dai granturismo, ricchi e poveri, educati o cafoni.
Tutto il mondo è paese. Ma qui tutti hanno una cosa in comune: credono di trovarsi in un grande museo a cielo aperto, e che i suoi abitanti siano comparse pagate dalla direzione.

I turisti: americani che chiedono un parcheggio comodo a San Marco, padovani che non sanno che differenza passi tra Murano e Burano, in fondo cambia solo l’iniziale!

Alle volte li uccideresti, i turisti, quando hai fretta e si schierano tipo barriera da rigore sulle porte del vaporetto, apposta per non farti passare e lasciarti al freddo.

Non so immaginare in quante case koreane e giapponesi ci sia l’immagine della mia bella faccia, ritratta in una dei tanti ponti di Burano o Venezia. La scena è di solito questa: il modello di turno si posiziona per la foto ricordo nel parapetto del ponte; il fotografo, di solito il marito, inizia a posizionarsi dall’altra parte del ponte cercando la migliore inquadratura, con l’occhio che migra tra obbiettivo, scalini per non cadere, modello (di solito la moglie), rio sottostante e palazzi retrostanti, cercando la miglior inquadratura possibile. E il tempo passa. Iniziano a formarsi due colonne distinte: una è la coda dei “colleghi” turisti che si fermano e aspettano, sorridenti. L’altra è la colonna di coloro, me compreso, che tirano dritto senza pensarci passando tra modello e fotografo, sapendo che in caso di fermata per foto, con una media di un ponte ogni 50 metri, tre scatti a ponte di 10 secondi l’una, percorrere un chilometro richiederebbe 15 minuti di cammino e 10 di pausa foto. 

E forse è anche una sottile forma di vendetta per la storia del freddo in vaporetto.

Quando il fotografo è particolarmente esigente e i tempi si allungano oltre un certo limite, anche la colonna di turisti inizia a muovere e attraversa lo studio fotografico, pronunciando parole tipo: pardon, sorry, entschuldigum. Capita anche di sentire “permesso”: si tratta di turisti, di solito romani o toscani.

Marino Coltro.

storica


Venezia è una città fragile.
Il numero sempre maggiore di persone, che ogni giorno percorre le sue calli, impone un regolamento che faciliti la visita della città e mantiene il rispetto nei confronti della città stessa e dei suoi cittadini.
Per questo il Comune di Venezia ha approntato il Decalogo del Turista, per sensibilizzare il turista che conosce poco la città.
Questi consigli per i turisti potranno aiutare il forestiero a capire meglio lo spirito di Venezia ed allo stesso tempo non travolgere la vita del veneziano in città.

Rifiuti
Ogni rifiuto abbandonato inquina.
Per piacere getta i piccoli rifiuti nel cestino più vicino ma soprattutto limita la quantità di rifiuti evitando l’acquisto di materiali usa e getta.
Collabora con noi a mantenere Venezia più pulita.

Abbigliamento
Non è consentito girare a Venezia in costume da bagno o a torso nudo, nè tuffarsi o bagnarsi nei canali. Rispetta la città con il tuo comportamento.
La spiaggia la trovi al Lido.

Viabilità e Mezzi di trasporto
Le calli di Venezia sono strette.

Per piacere tieni la destra e non fermarti sui ponti.
Oltre a chi è in vacanza, c’è chi vive e lavora in città. 

Quando usi il vaporetto, ricorda che devi rispettare gli altri passeggeri:
deponi a terra il tuo zaino,
non bloccare l’entrata e l’uscita,
non sedere nei posti riservati e,
riponi le valigie nei luoghi indicati dal personale di bordo.

Il vaporetto è l‘unico mezzo di trasporto pubblico di turisti e residenti.
Aiutaci a rendere Venezia vivibile a tutti.

Acqua alta
In caso di Acqua Alta sappi che vi sono percorsi alternativi.
Utilizza le passerelle mantenendo la destra senza fermarti.
Apprezza il fascino di Venezia anche con le alte maree.

Commercio abusivo
Se compri prodotti da venditori abusivi rischi la tua salute e commetti un reato. Sono prodotti privi di controllo. Con questi prodotti fai del male a te, all’artigianato ed incoraggi lo sfruttamento dei più deboli.

Disturbo della quiete pubblica
Venezia non è diversa dalle altre città: dopo le 23 rispetta il riposo dei cittadini e limita i rumori.Il tuo divertimento non deve disturbare il riposo degli altri.


COLLEGAMENTI ESTERNI.
Sito APT: http://www.turismovenezia.it/
Variazione Demografica di Venezia in un Secolo: http://isoladiburano.blogspot.it/2011/07/variazione-demografica-di-venezia-in-un.html

Venezia in Vela di Marino Coltro • CCIAA Udine REA 287067 • P.IVA: 02772730301 • PEC: veneziainvela@pec.it

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